Ho apprezzato molto avere diversi tipi di conversazioni con molte delle persone che abbiamo incontrato nel corso degli ultimi anni. Una di queste conversazioni, in particolare, è spesso iniziata con una semplice domanda:
Chi ha ucciso Gesù?
Questa non è una sorta di mistero “giallo” su chi sia stato il colpevole. La questione è riflettere attentamente sulla risposta a questa domanda, così da arrivare a una risposta vera. Chi è stato davvero a uccidere Gesù?
Sono stati i Romani? Pilato prese Gesù, lo giudicò e, pur avendo riconosciuto la sua innocenza, lo mandò comunque a morte. Sì, suppongo che potremmo dire che furono i Romani a ucciderlo. Senza la loro autorità, non sarebbe successo, poiché solo i Romani avevano l’autorità legale e il potere di metterlo a morte.
Eppure, anche se i Romani agirono in modo malvagio e ingiusto, non agirono da soli. Non furono loro ad andare in cerca di Gesù, cercando un modo per ucciderlo. No, quelli furono i capi giudei.
Allora furono i capi giudei a uccidere Gesù? Erano gelosi di lui e i Vangeli raccontano più volte che cercavano un modo per ucciderlo. Andarono a cercarlo e, con l’aiuto di Giuda, lo trovarono, lo interrogarono e lo portarono da Pilato, chiedendo con insistenza che Pilato lo mettesse a morte.
I capi giudei, però, non avrebbero potuto uccidere Gesù senza l’aiuto dei Romani; quindi sono davvero loro i colpevoli? Beh, come per i Romani, probabilmente possiamo arrivare alla stessa conclusione: sì e no.
Allora chi è il vero responsabile? Esiste una “pistola fumante”? Chi ha davvero la colpa?
Nel nostro sistema giuridico oggi, attribuiremmo la colpa non solo alla persona che ha fisicamente ucciso qualcun altro, ma ancor di più a chi ha ideato il piano e lo ha messo in atto. Ma nel caso di Gesù, esiste una persona del genere? C’è qualcuno che abbia elaborato un piano così meticoloso, sapendo che attraverso una specifica serie di eventi Gesù sarebbe stato mandato a morte?
Sì, c’è. È stato Dio stesso:
Quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi [lo prendeste e], per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;
Atti 2:23
Fu il piano di Dio che venne messo in atto. Il suo piano era deliberato. Era stato concepito nell’eternità passata, e Dio usò gli Israeliti, anzi il suo stesso popolo, per realizzare il suo piano di uccidere Gesù con l’aiuto dei Romani.
Ma perché?
Dio sapeva che l’unico modo per salvare l’umanità da se stessa era liberarci dalla Legge e liberarci dalla punizione che ci spetta per aver infranto la Legge. Come nostro Creatore, Dio è l’unico che può giudicarci e giudicare il nostro destino eterno. Dio è anche un Dio santo: è perfetto e in lui non c’è alcun male. Quando ci giudica, quindi, lo fa sulla base della sua santità. Questo è lo standard, e per la nostra ribellione contro di lui nel peccato, la nostra punizione è la morte.
Dio, però, ha fatto un piano perché potessimo vivere. Avrebbe preso su di sé la punizione. Non è che il nostro peccato e la nostra ribellione sarebbero rimasti impuniti. No, piuttosto Dio ha visto che potevamo vivere solo se fosse stato lui a prendere la punizione al nostro posto. Questo era il senso del piano di Dio: poiché ci amava, avrebbe preso su di sé la punizione che noi meritavamo.
È stato il piano deliberato e la prescienza di Dio a portare alla morte di Gesù. Egli ha realizzato il suo piano per il nostro bene e, soprattutto, per la sua gloria.