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In Spirito Santo e fuoco

Ryan Hale
3 Gennaio 2026

Giovanni avrebbe potuto continuare a infiammare le folle. Già guardavano a lui, domandandosi e aspettando di vedere se fosse il Messia. Avrebbe potuto assumere su di sé il ruolo del Messia. Diversi altri uomini lo avevano già fatto. Molti erano venuti, dichiarando di essere il Messia, ma nessuno fino a quel momento era stato colui che era stato mandato da Dio.

Il popolo osservava e attendeva. Voleva credere. Giovanni, infatti, aveva molti discepoli. Aveva l’aspetto giusto e parlava con forza ai capi religiosi, ai leader politici e a molti altri, chiamandoli al ravvedimento e alla fede in Dio. Agli occhi della gente di quel tempo, Giovanni sembrava davvero poter essere il Messia. Era il momento perfetto perché Giovanni si facesse avanti e diventasse ciò che tutti si aspettavano che fosse.

Giovanni, però, sapeva di essere colui che avrebbe preparato la via al Messia. Il suo compito era chiamare le persone al ravvedimento. L’unico modo perché Gesù potesse venire era in mezzo a un popolo abbastanza umile da ascoltarlo; così Giovanni portò a compimento il suo ruolo di voce che grida nel deserto, chiamando il popolo a ravvedersi e a volgersi al Cristo.

Tuttavia, Giovanni sapeva anche che il popolo si domandava se lui stesso fosse il Messia; così, pur avendo un ruolo importante, rispose direttamente alla gente:

Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire interamente la sua aia e raccogliere il grano nel suo granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile.

Luca 3:16–17

Giovanni era semplicemente un uomo, ma colui che sarebbe venuto veniva dall’alto, direttamente da Dio. Giovanni era semplicemente un uomo, ma colui che sarebbe venuto avrebbe portato con sé lo Spirito Santo di Dio. Giovanni era semplicemente un uomo, ma colui che doveva venire avrebbe giudicato il popolo come solo Dio può fare, separando il grano dalla pula, raccogliendo il grano e mandando la pula a bruciare in un fuoco inestinguibile.

Non c’è dubbio che Giovanni sapesse chi era e quale ruolo doveva svolgere. E, guardando indietro, per noi oggi è facile lodarlo ed esprimere senza difficoltà quanto abbia fatto bene a parlare in modo diretto e deciso della necessità del ravvedimento, rimanendo allo stesso tempo abbastanza umile da sapere che, nonostante le aspettative della gente e le folle che si radunavano attorno a lui, era semplicemente un uomo e un messaggero, che chiamava le persone al ravvedimento in preparazione al Messia.

In realtà, però, non è così semplice. Quante volte oggi vediamo persone alle quali altri iniziano a dire che stanno facendo bene, o che cominciano a sperimentare un certo successo, e invece di indirizzare gli altri a Cristo con le parole e con le azioni, attirano l’attenzione su se stesse? È una grande tentazione, nel momento in cui iniziamo a svolgere l’opera che ci è stata affidata, cominciare a costruire noi stessi invece di glorificare Dio e indirizzare le persone a Cristo, colui che ci ha creati e che ci ha dato quest’opera fin dall’inizio.

Gesù è colui al quale non siamo degni di sciogliere i sandali, e Giovanni è stato un grande esempio di come dobbiamo rimanere concentrati su di lui. Gesù è colui che battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. Gesù è colui che giudicherà. Per tutto il valore che ciascuno di noi ha, abbiamo quel valore solo grazie all’identità che Cristo ci ha dato, come colui che ci ha creati e ci ha salvati. Rimaniamo dunque, semplici uomini e donne, come Giovanni, indicando sempre gli altri verso Cristo, colui che ci ha battezzati non solo con acqua, ma anche con lo Spirito Santo e con il fuoco.

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