La nostra fede in Cristo non si basa su teorie, su miti o su favole. La nostra fede non si fonda su racconti narrati da uno o pochi che avrebbero tutto da guadagnare dal fatto che gli altri credano a quelle storie. La nostra fede in Cristo si basa su eventi avvenuti in uno spazio reale, in un tempo reale, nella storia reale: una storia raccontata a partire da eventi fisici concreti.
In alcune religioni ci viene chiesto di credere in eventi dai quali la persona che li ha raccontati ha tratto un grande beneficio dal fatto che altri credessero a ciò che diceva. Per esempio, Maometto affermò di aver ricevuto messaggi dall’angelo Gabriele mentre era da solo in una grotta, messaggi che sarebbero poi diventati il Corano, il fondamento della fede islamica. Non ci furono testimoni della ricezione di questi messaggi da parte di Maometto, solo la sua parola e alcune persone che lo videro in seguito e gli dissero che doveva essere un profeta.
Allo stesso modo, anche Joseph Smith era solo quando affermò di aver ricevuto due diverse visioni da Dio, che lo avrebbero infine condotto a una serie di tavole d’oro che egli avrebbe tradotto. Ancora una volta, come Maometto, sarebbe stato considerato un profeta in base a ciò che raccontò di se stesso e, in modo simile all’Islam, il mormonismo nacque da questi eventi.
Luca, invece, scrive un tipo di racconto molto diverso. Oltre ai Vangeli scritti da persone che erano presenti quando gli eventi reali accaddero, Luca fece delle indagini. Parlò con testimoni oculari. Ascoltò le loro testimonianze e mise per iscritto tutto ciò che era accaduto, eventi visti da molte persone.
Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, eccellentissimo Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.
Luca 1:1–4
È importante notare anche che nessuna di queste persone aveva qualcosa da guadagnare dal racconto che faceva. Anzi, la maggior parte dei testimoni oculari fu uccisa per la storia che raccontava. Parlarono di Gesù e, come risultato, invece di ritrattare, furono decapitati, crocifissi e lapidati. Da una prospettiva mondana, non ottennero alcun vantaggio dal racconto che facevano. Furono mandati in esilio. Furono perseguitati. Furono uccisi.
Il punto fondamentale che dobbiamo comprendere è che il nostro Dio è entrato nel nostro mondo ed ha agito nel tempo reale. La nostra fede non si basa su una storia priva di contesto, ma su una storia che era stata preannunciata migliaia di anni prima dell’arrivo di Gesù sulla terra. È una storia avvenuta in uno spazio e in un tempo reali e fisici. Ha un solido fondamento storico in molte altre fonti, molte delle quali vanno oltre il testo biblico. E la nostra fede si basa su una storia che continua a trasformare completamente la vita delle persone ancora oggi, se ci arrendiamo e ci affidiamo al Dio che desidera cambiarci totalmente, dandoci una nuova identità e un vero scopo per la nostra vita.
Prego che non perdiamo di vista questi fatti basilari e fondamentali: che la storia di Gesù Cristo è la storia di eventi reali e veri, raccontati da molte persone da prospettive diverse, confermati sia dal sangue dei martiri sia dai miliardi di vite che sono state radicalmente trasformate da una vita che conduce alla morte a una vita eterna in Cristo. Possiamo davvero vivere questa vita, la nuova vita in Cristo fondata su eventi reali, mentre iniziamo questo nuovo anno!