Band

Vivere da stranieri, riscattati da un sangue prezioso

Ryan Hale
26 Ottobre 2026

Una riflessione su 1 Pietro 1:17–21

«E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi l’opera di ciascuno, vivete con timore reverente il tempo del vostro soggiorno qui come stranieri. Sapete infatti che non con cose corruttibili, come l’argento o l’oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere ereditato dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di un agnello senza difetto né macchia. Egli fu scelto prima della creazione del mondo, ma è stato manifestato in questi ultimi tempi per voi. Per mezzo di lui credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.» (1 Pietro 1:17–21)

Un Padre senza favoritismi

Pietro comincia ricordandoci che invochiamo un Padre che giudica con imparzialità. Dio non fa favoritismi. Non è tribale. La nostra razza, la nostra nazionalità e le nostre appartenenze politiche non hanno alcun peso nel modo in cui Egli ci vede. L’unica cosa che conta è il frutto che portiamo in Cristo.

Questo è al tempo stesso umiliante e liberante. Umiliante, perché nessuna delle etichette a cui ci aggrappiamo per sentirci al sicuro conta qualcosa davanti a Lui. Liberante, perché nessuna etichetta può nemmeno escludere qualcuno dalla Sua famiglia.

Che cosa significa vivere da stranieri

Pietro ci dice di vivere il tempo del nostro soggiorno qui «come stranieri». Che aspetto ha tutto questo?

Significa vivere dentro una cultura senza appartenerle. La nostra famiglia ne sa qualcosa. Siamo americani che vivono in Italia. Per molti aspetti pensiamo e viviamo ancora come pensano e vivono gli americani, immersi in una cultura italiana che pensa e vive in modo piuttosto diverso. Partecipiamo alla vita quotidiana qui, amiamo i nostri vicini qui e impariamo la lingua qui, ma portiamo con noi un altro modo di vedere il mondo.

Allo stesso modo, chi segue Gesù è cittadino di un altro regno. Dobbiamo pensare e vivere come persone che provengono dalla cultura del regno di Dio. Viviamo pienamente dentro la cultura di questo mondo, ma con la mentalità del regno. I nostri valori, le nostre priorità e la nostra speranza vengono da un altro luogo.

La cosa più preziosa dell’universo

Pietro ci ricorda poi quanto è costato portarci in quel regno. Non siamo stati riscattati con argento o oro, cose che si arrugginiscono, sbiadiscono e si esauriscono. Siamo stati riscattati con la cosa più preziosa dell’universo: il sangue di Cristo.

Gesù era l’agnello del sacrificio, davvero senza difetto né macchia. È stata la vita che scorreva in Lui, versata per noi, a pagare il nostro riscatto dal vano modo di vivere che avevamo ereditato.

E non si è trattato di un ripiego. Gesù esisteva prima della creazione del mondo ed era già stato scelto allora per essere l’agnello per noi. Prima ancora che sorgesse il primo sole, Dio ci aveva già considerati, sapendo che ci saremmo allontanati da Lui, e aveva già provveduto il rimedio.

Un solo Dio, una sola via

Infine Pietro dice che per mezzo di Cristo crediamo in Dio, che Lo ha risuscitato dai morti e Gli ha dato gloria. La nostra fede e la nostra speranza riposano in Dio grazie a ciò che Egli ha compiuto in Gesù.

Questo significa che possiamo conoscere veramente Dio solo se conosciamo Cristo. C’è un solo Dio e un solo Vangelo. Non esistono diverse strade che conducono a Lui; c’è una sola via, attraverso Gesù Cristo. Questo è il messaggio che ci è stato affidato da annunciare, non con arroganza, ma con l’urgenza di chi sa quanto è costato.

È nel Suo amore, nella Sua misericordia, nel Suo sacrificio e nella Sua vittoria sulla morte che Gesù è glorificato, e nella Sua gloria è glorificato il Padre.

Il nostro ruolo

Che cosa significa, allora, tutto questo per noi? Il nostro ruolo è vivere come persone riscattate dal sangue di Cristo. Siamo chiamati a portare frutto per la gloria di Dio, affinché tutti possano vederLo e conoscerLo grazie a Cristo e per mezzo di Cristo: l’unica via, l’unica verità e l’unica vita. Non ce n’è un’altra.

Viviamo qui da stranieri non perché ci siamo ritirati dal mondo, ma perché apparteniamo a un regno che viene, e desideriamo che tutti coloro che ci circondano vi appartengano anch’essi.

Una preghiera

Grazie, Signore, perché hai visto e previsto ogni nostro bisogno. Avevamo bisogno di essere riscattati, e Tu hai provveduto tutto ciò che era necessario. Che Tu sia innalzato. Che Tu sia conosciuto fra tutti i popoli, in ogni luogo, e che Tu possa usare me per farTi conoscere. Amen.

Share Article